Superficialità : la malattia del secolo.

Il mio vuole essere solo uno spunto di riflessione e magari di discussione.L’anima soffre e soffre tremendamente allorché la costringiamo a vivere in maniera superficiale. L’anima ama le cose belle e profonde. La superficialità è una scala con un solo gradino , sapeste com’è pesante la conversazione della gente leggera ! E’ come cercare di spiegare l’abisso a chi sceglie di restare in superficie. La nostra vita quotidiana è piena di piccole luci che ci impediscono di vederne una più grande. La gente si circonda di persone superficiali e crea di facciata perché è più facile, non c’e’ bisogno di chiedersi niente sulla propria esistenza , non si mettono in dubbio i propri punti fissi , e’ tutto piu’ facile, si vive con piu’ leggerezza o piuttosto si fa finta di vivere , come automi senza coscienza di se’.
Come dividiamo il mondo in introversi ed estroversi, spesso siamo tentati di dividerlo in superficiali e profondi.
La profondità di pensiero e di sentimento isola alla lunga da tutti e rischia di farti affogare nel mare insidioso dell’esistenza come una pietra nello stagno.
Solo una giusta dose di opportunismo ti fa galleggiare nella vita quotidiana; il necessario esercizio all’adattamento sociale è neutralizzato dalla serietà dei comportamenti.
Da questo punto di vista, essere serio di carattere rovina sovente la vita come la più inguaribile delle malattie, soprattutto in tempi cosi’ tristi privi di dignità e di decoro personale.
Oggi tutto è diventato come il caffè in polvere: istantaneo, e con ciò niente è più veramente particolare o prezioso.
Noi tendiamo ad essere così bombardati dall’informazione, e ci muoviamo così rapidamente, che c’è una tendenza a trattare tutto a livello superficiale ed a sbrigare superficialmente le cose.
L’attuale versione della razza umana non comprende le questioni astratte perché le serve un contesto, e il caso e l’incertezza sono astrazioni. Rispettiamo ciò che è accaduto, ma ignoriamo ciò che sarebbe potuto accadere. In altre parole, per natura siamo poco profondi e molto superficiali, e non lo sappiamo .
Impariamo a conoscerci, anche attraverso i Social , altrimenti avremmo 5000 contatti inutili ,usiamo questi Social non solo per accordarci su quale locale , discoteca o apericena scegliere per la serata ,ma per confrontarci con le nostre varie esperienze di vita , discutere ,approfondire, commentare, insomma evolvere senza fermarsi mai, magari non riusceremo a sapere mai il senso della vita , ma ci avremo provato .

Fabio Falcione

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